martedì 28 luglio 2015

Rustici Leccesi..."Foretecapu"



Rustico Leccese Foretecapu!


Foretecapu!

Comeeeeeee?????

FO-RE-TE-CA-PUUUU !

Azzipie'? Ma che vordì? Cioooosai che so' gnurante e pure si parlo romano er latino nullo so!

Ma nooooo!!! Non è latino...

Vabbè, er greco antico

...e non è neanche greco!!!

Oddio...visto che è un termine salentino qualcosa con la Grecia potrebbe anche avere a che fare, avente presente il Griko, l'enclave linguistica salentina?

Il fatto è che, Griko o non Griko, questi Rustici Leccesi sono qualcosa di fenomenale, straordinario, qualcosa che ti fa andare fuori di testa, appunto!

Rustico Leccese Foretecapu!


La fonte, neanche a dirlo, è LEI, Leccese DOC, la svalvolata del web, la mia SoScia di Panettoni

Piero, possibile mai che un quasi leccese come te non conosca i rustici leccesi? 

Così, non appena li ha pubblicati, ecco che subito li ho replicati.

E questa volta non ho cambiato di una virgola la ricetta!!!
(Incredibile, eh?)

RICETTA

ingredienti per 5/6 rustici

500 g pasta sfoglia (rigorosamente fatta in casa!!!!)
250 g di besciamella
125 g di mozzarella
4/5 pomodori pelati
1 uovo
sale, pepe, olio, origano


Ingredienti per la besciamella:

210 g di latte
  20 g di farina
  20 g di burro

sale, noce moscata, pepe nero, ma tanto!!!

Prima di tutto:
Fate la besciamella.
Comeee? Non sapete come si fa? Allora leggetevi questo post.
Poi mettetela in frigo per un paio d'ore, che come vedremo ci servirà bella compatta.

Nel frattempo:
  • Tagliate i pomodori pelati e conditeli con olio, sale e origano.
  • Tagliate poi la mozzarella a dadini piccoli
  • Fate asciugare la mozzarella
  • Stendete la pasta sfoglia (ripeto: rigorosamente fatta in casa altrimenti perdereste il 50% della bontà dei rustici)
  • Coppate 5 dischi da 12 cm e 5 dischi da 10 cm
  • Ora, con un abile gioco di equilibrismo, mettete al centro dei dischi da 10 cm un bel po' di besciamella, poi la mozzarella, e poi i pomodori pelati (volendo potete aggiungere altra besciamella)
  • Pepate, in abbondanza!
  • Chiudete i rustici con i dischi da 12 cm
  • Saldate per bene con le dita
  • Coppateci sopra (non saprei quale sarebbe il termine tecnico corretto, ma voi guardate la foto e capirete!)
Preparazione Rustico Leccese

  • Disponete i rustici sopra una teglia
  • Spennellate con uovo sbattuto
  • Infornate a 200° per circa mezzora (io al mio forno ho messo la funzione "ventilato", Tamara al suo ha usato la funzione "statico", ma i forni non sono tutti uguali)

Attenzione: Il rustico va mangiato caldissimo!!! E la Mozzarella DEVE filare!!!!

Rustici Leccesi Foretecapu!

Tamara, indubbiamente anche mostrando ogni attenzione nell'esecuzione, sicuramente questi rustici non sono venuti belli come i tuoi...però... Quanto so bbbbboni!!!!!!






Amici lettori, con questo post chiudo la stagione.
Mi prendo un lungo periodo di riposo.

Nelle prossime settimane continuerò, come da mia abitudine, a rispondere a tutti i vostri commenti, anche se non sempre sarò tempestivo.

Ci rivediamo a settembre con i resoconti di viaggi e... tante nuove ricette dello Ziopiero!


Ciao e... BUONE VACANZE A TUTTI!!!

Lo Ziopiero

Guardate anche le altre realizzazioni:

martedì 21 luglio 2015

O famo strano? Pane alla cicoria


Quando la piccola Francy in occasione di un raduno svalvolato portò questo pane, la riempii di complimenti e le chiesi immediatamente la ricetta.

"Ziopiero però ti prego, non la pubblicare prima di me"

Ok, Francy. Ogni tuo desiderio è un ordine, però il pane lo rifaccio subito subito!!!

E così feci.



...Certo, come mio solito, qualche piccolissima modifica l'ho fatta....
Piccola Francy, mi perdoni?

Oddio, io continuo a chiamarla "piccola", ma tanto piccola in verità non è...
Diciamo che lo è ai miei occhi. Anzi ai nostri.
E sì perché praticamente Francy ha eletto Zia Tam e il sottoscritto come suoi zii virtuali e noi abbiamo iniziato affettuosamente a chiamarla così, Piccola Francy.  :)))

E come tutti gli zii che si rispettino abbiamo deciso di farle questa sorpresa, anzi "piccola" sorpresa.
Dopo esserci consultati abbiamo deciso di pubblicare il suo pane insieme e appassionatamente lo stesso giorno...Però...

Tam, intendiamoci: tutti insieme appassionatamente, ma ognuno poi lo fa per conto suo!
 
Vabbè, Pie'. Tanto lo so che è sempre così: sei senza speranza. Se te non cambi qualcosa non sei contento!!! :)))

...be', però l'ingrediente principale l'ho lasciato: la cicoria!
Frullatissima!!!!  :)))



Ricetta
Per due pagnotte lunghe

Prefermento
50 g Licoli o Lievito Madre
200 g Farina Manitoba
200 g Acqua
  • Mescolate tutti gli ingredienti 
  • Coprite la ciotola
  • Lasciate fermentare per 8-10 ore

Impasto

300 g Farina 0
240 g Farina Integrale
120 g Cicoria lessata e frullata
260 g Acqua di cottura della cicoria *
15 g Sale


Pomodorini secchi a piacere *
* mia variante 
In più nella ricetta di Francy ci sono anche mandorle e scorza limone, ma non i pomodorini :)
  • Lessate la cicoria
  • Scolatela bene
  • Conservate l'acqua per usarla nell'impasto
  • Impastate tutto insieme fino ad incordatura
  • Lasciate riposare l'impasto per una mezz'oretta.
 

 Formatura
  • Fate una piega a portafoglio (come nelle prime due foto della sequenza in basso)
  • Lasciate riposare un'altra mezz'oretta
  • Dividete l'impasto in due parti più o meno uguali
  • Stendete ciascuna parte fino a formare un rettangolo
  • Distribuite i pomodorini

  • Arrotolate formando un lungo cilindro con le punte ben chiuse
  • Sistemate i due impasti formati dentro uno stampo da plumacake, rivestito con un canovaccio spolverato con della farina rimacinata di grano duro
  • Coprite
  • Mettete a lievitare fino a quando triplicano di volume 
  • Scaldate il forno a 240°
  • Rivoltate gli impasti in una teglia (preferibilmente in ferro) 
  • Cuocere i primi 10' nella parte più bassa del forno
  • I successivi 10' nel piano immediatamente superiore, ma portando la temperatura a 200°
  • Terminate la cottura a 180°



Comeeeeee????
Non sapete come rivoltare gli impasti nella teglia senza combinare guai?!?!?!?
Allora rivedetevi questo filmato qui:



Il post, ovviamente. è dedicato alla "Piccola Francy"
Il pane, a tutti voi!




Qui trovate il post della Zia Tam
E qui trovate la ricetta originale della Piccola Francy
(Francy ti prometto come ritrovo le cicorie di rifarlo uguale uguale alla tua ricetta!!!!)

p.s. ma avete visto come è bello verde l'impasto?!?!?!?! :))))

Ciao e alla Prossima.

Lo Ziopiero

Guardate anche le altre realizzazioni:


mercoledì 15 luglio 2015

Scatti 31 - Eternare l'attimo...Alcuni Eventi Romani

In quest'ultimo periodo mi capita spesso di uscire con i miei amici fotografi per documentare qualche evento o partecipare a qualche concorso fotografico.

Però, confesso, il più delle volte vado in "solitaria".
In questi momenti preferisco la solitudine, mi facilita la concentrazione.
E poi non devi render conto a nessuno.
Vuoi andare a destra? Vai a destra.
Vuoi fermarti? Ti fermi.
Vuoi tirar a oltranza? Tiri.
Ti vuoi intrufolare in un vicolo? Ti intrufoli!

E poi, diciamocelo, ho la fortuna di abitare a Roma, una città che si presta moltissimo ad essere fotografata.
Ogni angolo, ogni vicolo, ogni faccia, ogni traccia meriterebbe di essere immortalata.

Oggi, però, piuttosto che presentarvi degli scorci della mia città, volevo rendere partecipe ognuno di voi di 3 eventi ai quali ho assistito recentemente.

E per introdurli dal punto di vista fotografico mi appoprio delle parole usate da Tamara che, per commentare le foto pubblicate nel post delle Bolle di Sapone, scriveva:

"eternare l'attimo, bloccare il tempo, immobilizzare lo spazio, congelare l'istante e darci la possibilità di coglierlo in ogni minimo dettaglio, di guardarci attraverso, osservare mentre altrove il tempo avanza e travolge."

Tamara, con questo commento hai espresso in poche parole quello che io in tanti anni cerco di esprimere con alcune mie foto.
Se mai un giorno farò una pubblicazione seria, userò le tue parole come prefazione.
Posso? :)))

Intanto oggi vorrei dedicarti questo post,  a te che un giorno mi hai eletto tuo mentore fotografico e oggi fai degli scatti bellissimi! :)))


Iniziamo con gli eventi:


29 giugno 2015 - " La Girandola di Castel Sant'Angelo"

La Girandola di Castel Sant'Angelo è un'antica tradizione romana che si svolge in occasione della solennità dei Santi Pietro e Paolo, Patroni della Città.
Per una ventina di minuti tutta Roma si ferma per ammirare una moltitudine di fuochi d'artificio, fatti partire direttamente da Castel Sant'Angelo.

La storia della Girandola è centenaria.
Fu introdotta nel 1482 da papa Sisto IV della Rovere (sì, proprio quello che diede il nome alla Cappella Sistina nonché lo zio di Giulio II che venne da lui nominato cardinale alla tenera età di 21 anni!) e fu riproposta ogni anno fino al 1871, anno in cui i Savoia sospesero la tradizione.
Ma dal 2009 lo spettacolo fu ripristinato.

Per poter fotografare per bene questi fuochi d'artificio (la tecnica la trovate qui) occorre prender posizione almeno un paio d'ore prima, il che significa uscire di casa almeno 3 ore prima nella speranza di trovare prima un posto per l'automobile e poi uno anche per il cavalletto della reflex.
Gli argini del Tevere (uno dei posti da dove lo spettacolo si vede meglio) sono letteralmente presi d'assalto da ogni tipo di fotografo.
Il flusso di persone, poi, è impressionante, soprattutto a spettacolo finito in cui si muove un'unica massa compatta, prima a piedi, poi in automobile.
E il tutto per 20' di spettacolo.
Ma è uno spettacolo con una quinta scenografica unica al mondo .

Ma passiamo ai fatti. Si parte:





La caratteristica dello spettacolo di quest'anno è stata la musica, rigorosamente classica, sui ritmi della quale si alternavano i diversi tipi di fuochi. 
Le varie coreografie si creavano luminose davanti ai nostri occhi in perfetta sincronia con un Vivaldi piuttosto che un Respighi.

Ecco quindi che si vengono a creare particolari giochi di luci, come queste:






Dai fuochi più sofisticati, ai fuochi più classici...



..a quelli più colorati:







2 giugno 2015 - Frecce Tricolori

Il secondo evento che vi presento è il passaggio delle Frecce Tricolori in occasione della Parata del 2 Giugno, passaggio impreziosito dal panorama di Roma.

Anche qui occorre "eternare l'attimo" (avete presente la velocità di passaggio degli aerei?)

E anche qui la preparazione o, meglio, l'atttesa è stata notevole.
Non tanto per il primo passaggio delle 9:30, ora in cui lo scorso due giugno le condizioni metereologiche non erano favorevoli, vista la foschia che stagnava sui tetti di roma, quanto per il solleone dovuto patire durante l'attesa per il secondo passsaggio, avvenuto circa due ore dopo.

Il punto  di osservazione che ho scelto è stato il colle del Gianicolo, all'altezza di San Pietro in Montorio.

Nella foto in basso si possono ammirare, partendo da destra, il Palazzo dele Quirinale, la Chiesa di San Carlo ai Catinari e la Chiesa della Santissima Trinità dei Pellegrini.


In questa seconda foto, sempre partendo da destra, si intravede Sant'Ignazio di Loyola (la chiesa al cui interno c'è uno degli effetti anamorfici più suggestivi di Roma: il disegno prospettico di una cupola che non c'è, ma è solo disegnata sul soffito!), poi la cupola della Chiesa  della Santissima Trinità dei Pellegrini (la stessa della foto di sopra), l'imponente cupola della Chiesa di Sant'Andrea della Valle, il Pantheon, (immediatamente a sinistra della cupola), il Palazzo del Collegio Romano (quello con l'orologio).


Ultimo passaggio ripreso dal basso (i nomi deie piloti non li conosco!!!)




Ultimo evento, questo volta quotidiano, è rappresentato dallo sparo del cannone, al Gianicolo.

Sparo del Cannone del Gianicolo - Evento giornaliero

Come tutti voi sapete Roma è sempre stata ricca di Chiese e Basiliche, con relativi campanili e campane.
E ogni campanaro che si rispetti ha da sempre suonato a gran festa alle 12...o meglio..intorno alle ore 12.
DiSceeee...vabbè, minuto più, minuto meno...
Solo che a Roma ci sono centinaia di campanari!!!

E così succedeva che non essendoci modo di sincronizzare perfettamente e univocamente gli orologi di tutti campanari, intorno alle 12 a Roma c'era una gran caSciara di campane.

Fu così che papa Pio IX, stufo di tutto questa casino, per avere un unico segnale dell'ora istituì dal 1847 l'uso di un colpo di cannone per coordinare tutti i campanari.

La tradizione continuò anche con l'arrivo a Roma dei Savoia (mentre sospesero - come abbiamo visto - il rito della Girandola, oltre ad aver perpetuato non so quanti scempi architettonici distruggendo una buona parte della Roma dell'ottocento)

Il ​ca​nnone sospese però di sparare durante la Seconda Guerra Mondiale (ce mancava solo er cannone der Gianicolo, oltre agli altri spari!) per riprendere poi il 21 aprile 1959, in occasione del 2712° Anniversario della fondazione di Roma.

Ogni  giorno, poco prima delle 12 in punto, ecco che due baldi giovani soldati tirano fuori il cannone...


lo sistemano in posizione di tiro...


lo caricano..



Eeeee.... a questo punto si trattava di sfidare l'attimo, fissare l'istante esatto in cui sarebbe uscita la fiamma, quella fiamma che l'occhio umano non fa a tempo a vedere, a fissare, perché proprio non ce la fa!

Ma la macchina fotografica sì, ce la fa, purché si sappia come cogliere l'attimo!


Davvero impressionante!
Guardate l'ingrandimento del particolare:


La fiamma è proprio vera!!!!! :))))))

Chissà dove è andata a finire la palla di cannone? :)))))))

Ciao e alla Prossima

Lo Ziopiero


lunedì 6 luglio 2015

Delicatezza di mele (non chiamatela torta di mele!!!)

Aaahhhhh, i dolci.
Cosa non farei per un dolce!!!
E quanto mi piace farli!!!

In tanti anni ne ho pubblicati veramenti tanti, alcuni piuttosto impegnativi, altri di grande effetto, ma ci sono anche quelli facili facili!

E chi mi conosce sa benissimo che li amo non solo perché sono un golosone, ma anche perché mi piace tutto li processo di realizzazione, che racchiude arte, passione, organizzazione, dedizione, elaborazione, impegno, tempo, pazienza, pianificazione...

DiSceeeee...... Ma chi te lo fa fare che dopo tutto quel tempo il dolce sparisce in un fiat? Non converrebbe comprarlo già fatto?

NO! ASSOLUTAMENTE NO!

I dolci comprati non hanno nulla a che vedere con quelli fatti in casa.
Un conto se il dolce te lo prepara un grande pasticcere "pirsunalmente di pirsuna" appositamente per te stesso medesimo e allora sarà sicuramente un dolce superlativo. Ma un dolce comprato in pasticceria, per quanto buono, risente troppo di una "spersonalizzazione", di una "standardizzazione", di una "serializzazione" e di tante altre "zzazioni" che non vanno affatto bene!!!

Certo è anche vero che tra fare la spesa, preparare gli ingredienti, cucinare, lavare le caccavelle, apparecchiare e sparecchiare e lavare i piatti non si può certo dire che sia un'attività proficua, visto che il risultato finale si consuma in pochi minuti...però a noi piaSce così tanto...e poi diSciamoScelo: fare un dolce è anche un gesto d'amore, prima di tutto verso noi stessi e poi anche verso le persone alle quali lo si offre.  :)))


Quello che vi presento oggi è davvero molto semplice, ma è anche di sicuro effetto.

Delizia di mele
 L'ho chiamato "Delicatezza di Mele" e non torta perché è una vera delizia.... ;)

Ricetta
(per una tortiera da 22 cm)

4 mele (ideali Granny Smith)
140 g zucchero
2 uova
Semi mezza bacca di vaniglia
80 g burro fuso
65 g farina
1 cucchiaino di lievito per torte salate
110 g di latte a temperatura ambiente
  • Sciogliete il burro e fatelo raffreddare
  • Montate a lungo le uova con lo zucchero e i semi di vaniglia
  • Mentre montate le uova, sbucciate le mele e tagliatele a fette sottili (se avete una mandolina vengono perfette) direttamente in una tortiera imburrata e infarinata
  • Versate il burro fuso nelle uova montate, mescolando prima piano e poi energicamente per rendere il composto omogeneo
  • Aggiungete metà del latte e la farina setacciata con il lievito, mescolando per amalgamare 
  • Infine aggiungte la restante parte di latte
  • A questo punto versate il composto nella tortiera, in modo che rivesta completamente le mele
  • Cuocere in forno a 180° C per 50-60 minuti circa. 

La Delicatezza di Mele sarà cotta quando la superficie avrà un bel colore dorato(eventualmente fate anche la "prova stecchino")

Ciao e alla Prossima e....

Vi prego, non chiamatela torta di mele!!! :)))))

Lo Ziopiero

Guardate anche le altre realizzazioni:

mercoledì 1 luglio 2015

Scatti 30 - Le mille bolle blu...



♫ ♪
Se tuuu... chiudi gli occhi... e mi baci... tu non ci crederai... ma vedo le mille bolle blu

♫ ♪  ♫ ♪

....
Blu le mille bolle blu --blululu le mille bolle blu 
♫ ♪ 

Ve la ricordate la canzone di Mina...?
Sanremo 1961....ne son passati di anni, eh?
:))))

Le bolle, quelle di sapone, ci riservano spesso sorprese incredibili...
La loro estrema volatilità non sempre ci consente di apprezzarne i particolari...non ne abbiamo materialmente il tempo...ma se le fotografiamo....



Mille Bolle Blu a Caracalla
...scopriamo che ogni bolla è diversa dall'altra, come se ognuna avesse una vita propria, anche se effimera, quasi istantanea...

Tempo fa mi trovavo a passeggiare per Via dei Fori Imperiali e casualmente avevo la mia reflex al collo...vabbè, non tanto casualmente, lo ammetto! Non è che uno esce di casa con appeso un armamentario al collo così casualmente, col rischio poi di tornare a casa con la cervicale!!!

Quella volta ero uscito con il preciso scopo di trovare spunti, idee, rubare qualche scatto...

Ed ecco che mi imbatto in uno dei tanti "Artisti di Strada" che intratteneneva i passanti di tutte le età con affascinanti bolle blu, lasciando intendere discretamente che un contributo economico sarebbe stato gradito (certo se penso che quando eravamo bambini le facevamo aggratise....).

Ma cosa si cerca facendo una foto ad una bolla di sapone?

Prima di tutto lo scoppio.
È un attimo! Occorre seguire una bolla e intuire quando è il momento di iniziare a scattare.
...e magari avera anche un po' di fortuna!








Oltre allo scoppio si cercano anche i riflessi interni (osservate dentro la bolla che bello il sole dietro il profilo le Terme di Caracalla)






 Ma anche i riflessi del sole sulla superficie della bolla non sono male






Poi si creano situazioni particolari, che l'occhio nudo non potrebbe mai percepire, come le striscioline di acqua saponata che scivolano lungo la superficie per poi accumularsi in fondo, un attimo prima dello scoppio:




Oppure si cercano delle inquadrature particolarmente suggestive, come questa, dove la ragazza è incorniciata a sua insaputa all'interno di una bolla (anche qui bello il riflesso del sole):


O qualche composizione stramba come questa, dove la bolla sembra poggiata proprio sul cappello:




E adesso, per concludere, un giusto contributo alla nostra Mina con le sue mille bolle blu:





Ciao e alla Prossima

Lo Ziopiero


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