giovedì 6 aprile 2017

Tarte di Cavoli e Patate - Una questione psicologica!

DiSceeeee...Azzipie', ma perché la chiami Tarte? Mica ti sarai francesizzato?!?!? Non sarebbe meglio torta, all'italiana?

Certo che sarebbe meglio, considerato poi la considerazione che nutro verso le fighetterie, soprattutto se risalenti ai cosiddetti cugini d'oltralpe!
Ma qui è una questione psicologica!
Come sai il nostro cervello ragiona per associazioni e leggendo il termine torta, essendo la nostra mente notoriamente più veloce delle parole, si immagina e visualizza istantaneamente qualcosa di dolce e peccaminoso. Ma poi, leggendo prima "cavoli" e poi "patate", ci si smoscia, la mente. Capito?
E tutta una questione psicologica!

Ora, visto che ho copiato tutta la ricetta alla lettera (strano, eh?) dalla mia socia salentina, almeno il nome l'ho un po' cambiato!
Sempre per la questione psicologica!



RICETTA
(per uno stampo di 26 cm di diametro)

Per la base
360 g di farine (es. 300 g farina tipo 1 e 60 g grano arso)
100 g di acqua
    4 cucchiai di olio extra vergine d'oliva
    2 uova
    1 cucchiaino da tè di lievito per torte salate
    1 cucchiaino di sale


Per il ripieno
600 g di patate lessate e tagliate a fette
100 g di cimette di cavolfiore romanesco 

100 g  di latte 
150 g di feta (o altro formaggio a scelta)
    3 uova
    1 yogurt greco
q.b. di menta fresca
q.b. di curcuma in polvere (o fresca grattugiata)
q.b. sale, pepe e noce moscata 


  • Impastate tutti gli ingredienti della base
  • Lasciate riposare una decina di minuti
  • Stendete l'impasto e sistematelo nella tortiera
  • In una ciotola sbattete le uova, aggiungetevi latte, feta, yougurt e le polveri
  • Fate uno strato di patate sopra l'impasto steso
  • Versatevi il contenuto della ciotola
  • Sistematavi poi le cimette di cavolo


  • Infornate a 180° fino a cottura della pasta (circa 35-40 minuti)

Ora, questione psicologica o meno, questa tarte, torta, pizza, focaccia s'ha da fare!!!!


Ciao e alla Prossima



Lo Ziopiero

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lunedì 20 marzo 2017

Insalata Waldorf col Sedano-Rapa

Incredibile!
Sono arrivato alla tenera età di gnegnecinque anni (vabbè, lo dico per bene: so' cinquantacinque compiuti ieri!) e ancora non avevo mai sentito parlare del Sedano-Rapa!!!

Che poi, non so a voi, ma quando qualcosa viene chiamato con due sostantivi che già hanno un loro significato, a me vengono in mente strane fantasie e folli elucubrazioni.

Per esempio, prendiamo la prima parola composta che mi viene in mente: autostrada.
Secondo voi significa strada automatica o strada per automobili?
DiSceeee... ma come fa ad essere automatica una strada?!?!? Sarà strada per automobili...
Ma allora che bisogno c'è di creare un nuovo termine quando il termine già esiste ed è "strada"?
Oppure le altre strade non sono per le automobili?
Sì, ma l'autostrada è più grande!
Ok, allora chiamiamola chessò.. stradone, stradissima, strada massima, stradapiùgrande!

Un termine formato da due sostantivi dovrebbe racchiudere il significato di entrambi i sostantivi, no?

Ora, tornando, al nostro sedano-rapa, uno si immagina qualcosa che è mezzo sedano e mezza rapa, giusto?

E secondo voi questo coso qui rappresenta un mezzo sedano e una mezza rapa?!?!?!



A me sembra una specie di cervello.
Che poi, se lo avessero chiamato "cervello-rapa" un senso lo avrebbe pure avuto!

Comunque, appena l'ho visto su una bancarella, ho chiesto al verduraio, anzi al fruttarolo, così come si chiamano a Roma, cosa fosse questo oggetto così misterioso quanto attraente:



Quello mi ha guardato come per dire:
"A Pie', ma che me stai a pija' per cu...?" È nzedanorapa!
"e 'ndo sta er zedano? E la rapa?"
"A Pie', quante domanne che mme fai! Ecchenneso io!!! Te pijalo e magnalo!
Se, vabbè, ma come se magna? A mozzichi?
"Te fai così: o pii, o capi (sbucci), o taj (tagli) come peee padadine (patatine) e poi lo fai bolli', ma poco eh?"


Insomma, per farla breve, una volta arrivato a casa col sedano-cervello-rapa, per non sbagliare ho fatto una rapida ricerca su come cucinarlo e sono approdato all'insalata Waldorf

E vi dirò... Mica male!!!

RICETTA
(dosi a occhio!)

Sedano-rapa
Mele Granny Smith tagliate a julienne
Noci sgusciate
Maionese fatta in casa
Yogurt bianco
Miele
Limone
Sale


  • Sbucciate il Sedano-Rapa (vi avverto che è tosto, eh?)

  • Tagliatelo a fette

  • Quindi tagliatelo a julienne

  • Ammorbiditelo sbollentandolo 3' in acqua salata
  • Scolatelo e fatelo freddare
  • Condite con i restanti ingredienti
  • Servite


Riconoscete cosa c'è dietro la Waldorf? Guardate qui.

Ah, mi è venuta in mente un'altra parola composta: quattro-frecce.
Avete presente, sì, quel pulsantino all'interno delle automobili con sopra iconizzato un triangolo rosso?
DiSceeeee... vabbè, ma quello parla chiaro, no? Tu spingi il pulsantino "Quattro-frecce", e quelle si accendono e si spengono...

E NOOOO!!! Avete mai provato a contarle, le frecce?!?!?!?

SO' SEIIII NO QUATTRO!!!!!

O voi grandi letterati che invece di inventar le parole le prendete a prestito da quelle esistenti per poi accoppiarle, volete almeno imparare a tener di conto?!?!?

Vabbè.... vado a rifarmi questa insalata, va!  :))))))

Ciao e alla Prossima



Lo Ziopiero

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martedì 28 febbraio 2017

I Cicatelli de La-Giovanna! (DiSceeee....)

DiSceeee.... ma chi è La-Giovanna?!?!?

Ma come chi è???? È la mamma di Tamara!

DiSceeeeee..... E che so' i cicatelli?

eeeee.... i cicatelli!!!! Come fare a spiegare?
Per capire occorre farli e basta!



E così, appena ho visto la ricetta non ho esitato un attimo!
Ve la riporto qui per comodità:

DOSI
(per 4 persone)

100 g di semola di grano duro Senatore Cappelli
100 g di semola rimacinata di grano duro
 50 g di grano arso
130 g di acqua


  • Impastate fino ad amalgamare bene il tutto
  • Lasciate riposare l'impasto
  • Formate i cicatelli...

 DiSceeeee.... Come formare?!?!?!? Ma non ci dici niente di più?!?!?!

Guarda, se dovessi spiegare per iscritto ci metterei una vita.
Per fortuna che Tamara ha fatto questo video, dove potrete ammirare La-Giovanna all'opera!



Consiglio: una volta formati vi suggerisco di farli seccare 20' in forno, a 80°.



DiSceeee...... Ma poi che ci facciamo?!?!?!

Be', Tamara suggerisce questo piatto favoloso; io ho semplicemente sostituito la cicoria con i broccoli! Ma vi posso assicurare che è ugualmente fa-vo-lo-so!!!

DiSceeee.... ma non ci dici nulla?!?!?!

Certo che ve lo dico!!!

RICETTA 
(per 4 persone)

380 g di Cicatelli
600 g di broccoli
8 alici sott'olio e tagliate a pezzettini
Una burrata da 300 g circa
Mezzo bicchiero di olio evo
Uno picchio d'aglio
Pepe
  • Pulite e tagliate i broccoli a pezzetti
  • Bolliteli e scolateli senza buttare l'acqua  
  • In una padella, scaldate dell'olio con l'aglio
  • Soffriggetevi le alici fino a farle quasi sciogliere
  • Ripassatevi i broccoli
  • Frullate i gambi dei broccoli fino ad ottenere una crema densa
  • Cuocete i Cicatelli nell'acqua dei broccoli
  • Scolate i Cicatelli molto al dente e saltateli in padella, insieme alla crema dei broccoli 

  • Impiattate aggiungendo delle strisce di burrata e una spolverata di pepe



Dedica finale:
Lo sai, Tamara, ti ammiro; ma oggi più che mai! Hai risvegliato in me tutta la mia anima salentina!
E La-Giovanna mi ha fatto ricordare le mie nonne, che lavoravano instancabilmente in cucina davanti ai miei occhi di bambino pieni di curiosità e ammirazione.
Grazie! :))))
BaScioni Beddha mia!

(vabbè, è uscita fuori la "esse" romana un po' biascicata! :D :D :D :D :D, me perdoni, sì?)

Ciao e alla Prossima



Lo Ziopiero

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lunedì 20 febbraio 2017

Yorkshire Pudding - Un miracolo sotto i vostri occhi



DiSceeee... Come un miracolo?!?!?

Sì, sì. Un miracolo! 

Ma proprio sotto i miei occhi??!!??

E certo!

Azzipie', te voi spiega' mejo?

Seguimi! Anzi, SEGUITEMI!!!

Quando lessi il titolo di questa ricetta confesso che rimasi un po' perplesso.
Non tanto per gli ingredienti, quanto per la provenienza.
In effetti non ho mai nutrito particolare simpatia per le ricette dei britannici, anche perché abbiamo tante ricette noi che non vedo il motivo di andarne a prendere altrove...
Ma poi quando ho letto cosa sarebbe avvenuto, allora mi sono incuriosito.

E vi posso assicurare che una volta nella vita questa ricetta va provata!
Che poi nell'arco dell'ultimo anno credo di averla rifatta non so quante volte!!!

Mi diverte troppo!

DiSceeee... Ma hai aspettato così tanto tempo prima di pubblicarla?

Be', sì. Anche perché ogni volta che la rifacevo non avevo voglia di fotografare il passo passo; monta di qua, smonta di là, ma poi alla fine mi son deciso. 

Ed ecco a voi, miracolo compreso!

 


RICETTA

140 g di farina
4 uova
200 g di latte
2 pizzichi di sale
Olio EVO

  • Mettete in una ciotola le uova, il sale e la farina
  • Con una frusta mescolate fino ad ottenere un composto liscio e denso
  • Aggiungete il latte a filo, continuando a mescolare fino a che l'impasto risulterà liscio e cremoso
  • Travasate l'impasto in un recipiente con il beccuccio


  • Versate un po' d'olio negli stampi da muffin, quel tanto che basta per coprire il fondo
  • Infornate a 230° per 10 minuti
  • A questo punto versate velocemente il composto in ogni stampino, arrivando circa ad un terzo dell'altezza
  • Rimettete tutto nel forno



  • Aspettate 15-18 minuti; il risultato dovrebbe essere più o meno così:


Visto che forza?

L'interno si presenterà vuoto, adatto per accogliere qualsiasi tipo di ripieno vogliate, sia salato sia dolce; sia solido sia liquido.


Un suggerimento?
Funghi cotti in padella e spezzettati, uniti alla besciamella furbetta!




E, a proposito di miracolo... un omaggio a Massimo Troisi




Ciao e alla Prossima



Lo Ziopiero

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giovedì 2 febbraio 2017

Norvegesi - Nuova clonazione dello Zio!




Vi ricordate le Clonazioni dello Ziopiero?
Era un bel po' che non mi cimentavo, eh?
Anche perché era un bel po' che non venivano lanciate sfide.

In realtà questa volta la sfida me la sono lanciata da solo, dopo aver provato questi "Norvegesi":


Sono qualcosa di micidiale. Se riuscite a mangiarne uno solo anziché tutto il pacco, allora potrete tranquillamente dichiararvi immune da qualsiasi tipo di assuefazione. E sì, perché questi sono davvero pericolosi!

E visto che non te li regalano, e visto pure che mi piace sempre sperimentare, ho provato a rifarli a casa.
Sono semplicissimi, oltre che Buoni e Veloci da fare e possiamo usare tutti ingredienti naturali.





RICETTA

Questa volta le dosi sono "a sensazione", nel senso che vi indico una traccia ma poi fate voi a vostro piacimento. Anche gli ingredienti potete sostituirli a vostro piacimento.

Fiocchi di avena
Fiocchi di farro

Farina di farro o di grano saraceno o di segale
Farina di grano arso (una cucchiaiata)
Semi di girasole
Semi di zucca
Semi di sesamo tostati
Acqua
Sale, un pizzicotto

  • Frullate i fiocchi di avena e farro fino ad ottenere una polvere

  • Aggiungete le farine e i semi
  • Pesate il tutto ed aggiungete il 60% di acqua*
  • Impastate; se usate l'impastatrice potrebbe uscir fuori un composto sbricioloso; in questo caso rifinitelo a mano

  • Stendete l'impasto
  • Formate i Norvegesi della forma che preferite
  • Adagiateli in una teglia rivestita di carta forno

 
  • Cuocete in forno a 200° per 8 minuti
  • Girate i Norvegesi e continuate la cottura per altri 8 minuti

* nel caso durante l'impastamento vi sembri ci sia poca acqua, aggiungetene altra.

Allora, che ve ne pare? Li farete anche voi?


Ciao e alla Prossima



Lo Ziopiero

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lunedì 16 gennaio 2017

Mini-Muffin Feta e Pomodorini - "TU-DU"!!!

La prima volta che sentii pronunciare il bisillabo "TU-DU" pensai ad un nuovo ballo, immaginandomelo demenziale al pari dei "trenini di capodanno".

Dopo un po' capii che in realtà più che un ballo era una sorta di obbligo al quale non potevi sottrarti (come appunto i trenini demenziali di cui sopra!)

Effettivamente all'epoca ancora si parlava poco l'itanglese, quella strana lingua che prevede l'inserimento di termini inglesi ogni due parole italiane.
Al massimo ci esibivamo con uno sporadico "OK", accompagnato dal latinissimo pollice in su, o con un fanatissimo "yes", giusto per illuderci di "spikkare l'inglish".

Ora l'itanglese ha preso decisamente il sopravvento, inquinando la nostra splendida lingua di neologismi dei quali non riusciamo più a fare a meno.

E così una semplice pausa caffé si trasforma in un "break", una tecnologica telefonata con più di due persone è diventata una "call conference", la revisione di spesa è una temutissima "spending review", il luogo di incontro la "location", il trasferimento dati tra pc un "download" e via dicendo...

Ma torniamo al TU-DU, che poi si scrive TO DO, anzi da ora in poi meglio scriverlo correttamente!

La ricetta che vi propongo oggi l'ho trovata qui e l'ho subito inserita nella "TO DO LIST" COSEDACUCINARE, dove è rimasta per pochissimo tempo!

Poi, dopo averla fatta, l'ho trasferita nella "TO DO LIST" POSTDASCRIVERE, dove è rimasta per qualche settimana!

Infine, e non chiedetemi perché, l'ho lasciata nella "TO DO LIST" COSEDAPUBBLICARE per qualche mese!


E finalmente oggi...  TA-DAAAA!!! (anzi, dovrei urlare: TU-DUUUU!)



RICETTA:

180 g di farina 0 (io ho usato una tipo 2)
3 uova
100 ml di latte
100 ml di olio evo (io 80)
50 g di parmigiano grattugiato
100 g di feta sgranata
100 g di pomodorini secchi sottolio tagliati a listarelle
10 belle foglie di basilico spezzettate a mano
1/2 bustina di lievito istantaneo per torte salate
sale, pepe macinato al momento

 
  • Mettete in una ciotola tutti gli ingredienti solidi e in un'altra bella capiente quelli liquidi, mescolandoli energicamente

  • Unite gli ingredienti solidi a quelli liquidi
  • Amalgamate grossolanamente
  • Sistemate i pirottini da muffin dentro gli stampi 
  • Riempiteli con un cucchiaio senza curare troppo l'estetica

  • Cuocete in forno a 190° per 15 minuti circa (fate comunque la "prova stecchino" prima di sfornarli).
Che altro aggiungere... questi muffin sono della serie Buoni e Veloci


Un grazie ad Emmettì per la ricetta!

Ora vi saluto: ho un meeting con il mio boss per stabilire la location del prossimo steering committee!  :D :D :D

Ciao e alla Prossima



Lo Ziopiero

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mercoledì 4 gennaio 2017

Mustazzòli Salentini! (e non)


Lo confesso: i mostaccioli non mi erano mai piaciuti un granché fino a quando un giorno ho visto e riprodotto quelli di Tamara.

E poi?
Avete presente la scena della Signorina Silvani quando, dopo una vita che aveva dato buca al ragionier Fantozzi, esce dalla camera d'albergo dopo averci finalmente passato la notte insieme?

Ecco, lo stesso dicasi per me: KEMMESOPERZZZZOOOOOO!!!!!!

:))))))

Effetivamente questi Mustazzòli Salentini sono superlativi!



Non soffermatevi sull'aspetto estetico perché così devon essere: brutti e crepati!
Soffermatevi piuttosto sull'aspetto gustativo (e per farlo dovrete farli!): fantastici!

D'altra parte, basta leggere gli ingredienti per immaginare.



RICETTA
(presa da qui con qualche minimo cambiamento, ma solo per mancanza di ingredienti, e dimezzata nelle dosi)

Per i biscotti
500g di farina per biscotti
250g di mandorle sbriciolate
100g di zucchero
100g di miele
125g di olio extravergine d'oliva
100g di latte
 40g di cacao setacciato di ottima qualità
 40g di amaretto
   2 uova
 4-5g di cannella finemente polverizzata
   1 bustina di lievito per torte salate
 2 pizzichi di sale
 succo e zeste di un'arancia 
  • Impastate tutti gli ingredienti (io ho messo tutto nella planetaria, senza troppi complimenti)

  • Avvolgete l'impasto nella pellicola per alimenti
  • Riponete in frigo per almeno un'ora

  • Formate quindi i biscotti (palline o rombi o entrambe le forme, come preferite)


  • Cuocete per 20' a 180°

  • Fate freddare su una gratella
  • "Nasprate" (vedi dopo)
Naspro (lu gileppu)

500g di zucchero 
 40g di cacao setacciato
100g di acqua
 1/2 cucchiaino di caffé in polvere (anche uno va bene, eh?)
  • Mescolate le polveri
  • Scaldate l'acqua
  • Versatela a filo nelle polveri mescolando energicamente in modo da non far formare grumi
  • Portate tutto sul fuoco,a fiamma alta
  • Mescolate sempre fino ad ebollizione

  • Portate la fiamma al minimo
  • "Nasprate", cioè immergete i mustazzòli nel naspro (un po' per volta, non tutti insieme!)
  • Rotolateli dentro e poi metteteli a scolare sulla carta forno
 A questo punto i Mustazzòli Salentini sono pronti, brutti, crepati, ma buoni!!!



Se invece volete ottenere una copertura più tradizionale, procedete così:
  • Sciogliete del cioccolato fondente (io ho usato uno al 70%)
  • Disponete i mustazzòli su una gratella
  • Fatevi colare sopra il cioccolato caldo
  • Rifinite con il dorso di un cucchiaino prima che il cioccolato inizi a solidificarsi.

Che altro aggiungere?
Qualche dettaglio?

Be', per i dettagli e, soprattutto, per la storia dei mustazzòli vi rimando al post di Tamara.
Leggetevelo, che merita (come sempre!).

Ciao e alla Prossima


 
Lo Ziopiero
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